Voti fantacalcio Genoa-Fiorentina 2-1: pagelle, marcatori e fantamedia
La partita Genoa-Fiorentina della giornata 6 di Serie A 2026-27 è finita 2-1. Qui trovi voti fantacalcio, pagelle, fantavoti, marcatori e rendimento dei giocatori squadra per squadra.
Genoa-Fiorentina 2-1: gol e highlights
Rivivi i momenti salienti di Genoa-Fiorentina 2-1, valida per la giornata 6 di Serie A 2026-27.
Guarda su YouTube| Voto | Goal | Assist | Fanta |
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Cronologia eventi
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Gol! Milutin Osmajić segna su assist di Mikael Ellertsson
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Ammonizione Ranieri L è stato ammonito
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Gol! Messias segna su assist di Milutin Osmajić
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Ammonizione Christ Inao Oulaï è stato ammonito
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Cambio Esce Alieu Njie entra Christ Inao Oulaï
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Cambio Esce Viery entra Ranieri L
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Cambio Esce Vítor Manuel Carvalho Oliveira entra Messias
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Cambio Esce Samuel Wiafe entra El Shaarawy
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Ammonizione Viery è stato ammonito
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Cambio Esce Mateo Pellegrino entra BETO
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Cambio Esce Alessandro Marcandalli entra S. Otoa
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Gol! Vasquez segna
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Ammonizione Traore' Hj è stato ammonito
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Cambio Esce Domilson Dodo entra Álex Jiménez
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Cambio Esce Pedro Goncalves entra W. Gnonto
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Cambio Esce Stefano Sabelli entra Ellertsson
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Cambio Esce David Puczka entra Ehizibue
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Ammonizione Vasquez è stato ammonito
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Ammonizione Samuel Wiafe è stato ammonito
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Ammonizione Vítinha è stato ammonito
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Ammonizione Sabelli è stato ammonito
Sintesi fantacalcio
In questa partita non ha segnato nessuno.
I migliori voti della partita sono di
I più alti punteggi di fantamedia sono di
Genoa, tre punti di cuore: la Fiorentina cade al Ferraris 2-1
Al Luigi Ferraris il calcio torna a essere questione di dettagli, contrasti e sofferenza. Il Genoa batte la Fiorentina 2-1 al termine di una partita intensa, più sporca che spettacolare, ma proprio per questo profondamente “inglese” nello spirito della vecchia Serie A.
Partenza shock: Osmajić e Messias firmano il doppio vantaggio
Il copione si scrive subito. Al 7′ Milutin Osmajić apre la serata con un gol che indirizza il match: inserimento puntuale in area e conclusione vincente, su assist di Mikael Ellertsson. È il tipo di rete che nasce da un pressing alto e da una lettura rapida dello spazio, non da un possesso ragionato. Un indizio di ciò che sarà la partita.
Otto minuti dopo, al 15′, il Ferraris esplode di nuovo: Junior Messias trova il raddoppio, servito proprio da Osmajić, già uomo-partita dopo un quarto d’ora. Due tiri, due gol, e la sensazione che il Genoa abbia preparato il match per colpire in verticale, sfruttando ogni minima indecisione viola.
Curiosità: nei primi 15 minuti il Genoa aveva già capitalizzato al massimo il proprio potenziale offensivo, andando verso quell’expected goals di 1.41 che a fine gara racconterà di una squadra cinica, capace di trasformare in oro poche occasioni pulite.
La Fiorentina palleggia, il Genoa morde
I numeri spiegano bene la storia tattica del pomeriggio: Fiorentina con il 63% di possesso palla, Genoa fermo al 37%. La squadra viola costruisce, fraseggia, prova a sfondare soprattutto centralmente, accumulando 476 passaggi totali, di cui 406 precisi. Il Genoa risponde con appena 274 passaggi (209 riusciti), ma molto più verticali e diretti.
Al tiro, però, il divario è meno netto: 13 conclusioni per la Fiorentina contro le 10 del Genoa. I viola calciando di più dentro l’area (10 tiri in area contro i 7 rossoblù) ma si scontrano con una difesa che, pur traballando a tratti, regge l’urto e concede solo 0.99 xG. Il dato statistico, in questo caso, conferma l’impressione del campo: la Fiorentina attacca tanto ma non sempre con la stessa qualità dell’ultima rifinitura.
Cartellini e nervi tesi: la gara si accende
La tensione sale già al 15′, quando Luca Ranieri rimedia il primo giallo per fallo. Al 21′ tocca a Christ Inao Oulaï, altro ammonito viola. Nella ripresa, al 60′, si aggiunge anche Viery. Tre cartellini che fotografano la difficoltà della Fiorentina nel contenere le ripartenze genoane e nel gestire l’uno contro uno sulle corsie.
Dall’altra parte il Genoa chiuderà con 5 ammoniti: Hamed Junior Traorè al 74′, poi nel finale la sequenza giallorossa (solo nei colori) di Johan Vásquez all’84′, Samuel Wiafe all’85′ per perdita di tempo, quindi Vítor Manuel Carvalho Oliveira e Stefano Sabelli nel recupero. Undici falli rossoblù contro i dieci viola: una partita giocata al limite, senza però oltrepassare la soglia del cartellino rosso, che infatti non arriva per nessuna delle due squadre.
L’autogol di Vásquez riapre tutto
Il momento che rischia di cambiare la storia della partita arriva al 73′. Protagonista, suo malgrado, Johan Vásquez. Il difensore del Genoa devia nella propria porta un pallone velenoso, firmando l’1-2 che rimette in corsa la Fiorentina. Il tabellino parla di autogol, ma il dato più interessante è psicologico: in quel momento la gara, che sembrava sotto controllo per i rossoblù, si trasforma in un assedio viola.
Da lì in avanti la Fiorentina spinge, aiutata anche dai cambi: dentro Alieu Njie e Viery già sul finire del primo tempo, poi Mateo Pellegrino al 65′, Dodô all’80′ e Pedro Gonçalves all’81′ per aumentare la qualità negli ultimi metri. Il Genoa risponde con una rotazione altrettanto profonda: fuori Messias e El Shaarawy al 57′, poi dentro forze fresche in difesa e sulle fasce con Alessandro Marcandalli, David Puczka e Stefano Sabelli.
Il finale è una lunga difesa del fortino: 3 parate del portiere rossoblù, 4 tiri viola murati, e un Ferraris che accompagna ogni rinvio come fosse un gol.
Corner, punizioni e dettagli: dove si è decisa la partita
Un altro dato racconta bene il duello: 3 calci d’angolo per il Genoa, 4 per la Fiorentina. Poche palle inattive rispetto all’intensità della gara, ma ogni situazione da fermo ha avuto il peso di un’occasione. Stesso equilibrio nei calci di punizione: 8 per il Genoa, 10 per la Fiorentina. Numeri vicini che nascondono però una differenza: il Genoa ha sfruttato meglio le seconde palle e le respinte, mentre la Fiorentina raramente è riuscita a trasformare queste situazioni in tiri davvero pericolosi.
Interessante anche il dato sui tiri nello specchio: 4 per il Genoa, 3 per la Fiorentina. Nonostante il maggior possesso e i maggiori tentativi complessivi, i viola non sono riusciti a inquadrare la porta con continuità, segno di una manovra spesso accompagnata ma non sempre rifinita.
Classifica e contesto: due squadre in cerca di identità
Nel quadro di una Serie A che vede in testa Roma, Inter e Lazio tutte a 13 punti dopo cinque giornate, il successo del Genoa ha un valore soprattutto mentale. I rossoblù salgono a 4 punti in 6 partite, con 5 gol fatti e 11 subiti. Il dato difensivo resta preoccupante, ma la vittoria odierna interrompe una striscia complicata fatta di sconfitte e pareggi e ridà ossigeno a una squadra che finora aveva raccolto meno di quanto seminato.
Speculare la situazione della Fiorentina: anche i viola sono fermi a 4 punti in 6 gare, con 7 gol segnati e 14 incassati. La sensazione è quella di una squadra che prova a imporre il proprio gioco — lo testimoniano il possesso palla e i passaggi riusciti — ma che paga carissimo ogni disattenzione difensiva e ogni calo di concentrazione nei primi minuti.
Curiosità statistica: nonostante la posizione di classifica, Genoa e Fiorentina condividono un dato quasi identico nella differenza reti (-6 i rossoblù, -7 i viola). La partita del Ferraris conferma dunque una tendenza: entrambe le squadre subiscono troppo rispetto a quanto producono.
Protagonisti e simboli: Osmajić, Ellertsson e il paradosso Vásquez
La copertina della serata è divisa: da una parte Osmajić, un gol e un assist, dentro tutte le azioni decisive del Genoa; dall’altra Ellertsson, che apre la gara con un assist e lavora generosamente fino all’82′, quando lascia il campo tra gli applausi. In controluce, la partita dolorosa ma fondamentale di Johan Vásquez, che passa dall’essere uno dei baluardi difensivi all’autore dell’autogol che riapre la sfida, per poi chiudere con un giallo per proteste all’84′. Un paradosso perfetto del calcio: puoi essere decisivo in entrambe le aree, nel bene e nel male, nell’arco di pochi minuti.
E adesso?
Per il Genoa questa vittoria vale più dei tre punti: restituisce fiducia, conferma la validità di un piano gara basato su compattezza, ripartenze e cinismo (10 tiri totali per 2 gol a fronte di 1.41 xG) e spezza una striscia negativa che iniziava a pesare anche a livello ambientale.
Per la Fiorentina, invece, il match del Ferraris è un campanello d’allarme: tanto possesso, pochi punti. I viola producono, ma non concretizzano; costruiscono, ma si espongono. I numeri di oggi — 63% di possesso, 13 tiri, 406 passaggi precisi — restano appesi a un tabellino che dice comunque sconfitta.
In un campionato che vede Roma, Inter e Lazio scappare in vetta, e squadre come Cagliari, Milan, Frosinone e Juventus già ben posizionate in zona alta, Genoa e Fiorentina si ritrovano a guardare più verso il basso che verso l’alto. Al Ferraris, però, il messaggio rossoblù è chiaro: la lotta è appena iniziata, e qui, tra questi gradoni, non sarà facile per nessuno.